Indice:
Incomincia lo Specchio di perfezione
Introduzione
1. Come il beato
Francesco rispose ai ministri che non volevano essere obbligati
a osservare la Regola che stava facendo
PARTE PRIMA
La povertà perfetta
2. Come il beato
Francesco dichiaro la volontà e in-tenzione ch'egli
ebbe dal principio alla fine circa l'os-servanza della povertà
3. Come rispose al ministro che
voleva tenere dei libri con il suo permesso; e come i ministri,
a sua insaputa, fecero togliere dalla Regola il capitolo sulle
proibizioni del Vangelo
4. Del novizio che voleva avere
un salterio con il con-senso del Santo
5. Povertà circa i libri,
i letti, gli edifici e gli utensili
6. Come fece uscire tutti i frati
da un'abitazione che era detta casa dei frati
7. Come volle abbattere una casa
che il popolo di Assi-si aveva costruito presso Santa Maria
della Porziuncola
8. Come rimproverò il
suo vicario perché faceva edifi-care alla Porziuncola
una piccola casa, dove dire l'ufficio
9. Perché non voleva il
beato Francesco stare in una cella confortevole o che fosse
detta sua
10. Del modo di scegliere i luoghi
nelle città e di edi-ficarvi secondo l'intenzione del
beato Francesco
11. Come i frati, specie prelati
e dotti, contrastarono il beato Francesco che voleva abitazioni
e luoghi poveri
12. Come reputava furto chiedere
l'elemosina e usarne oltre il bisogno
13. Come Cristo gli disse di
non volere che i frati pos-sedessero cosa alcuna ne in comune
ne in privato
14. Suo disprezzo del denaro
e come punì un frate per questo
15. Come evitare le vesti troppo
delicate e abbondanti, e come nelle strettezze si deve usare
pazienza
16. Come non voleva soddisfare
il proprio corpo in quelle cose di cui pensava che gli altri
frati mancassero
17. Come si vergognava se vedeva
qualcuno più povero di lui
18. Come indusse e ammaestrò
i primi frati a recarsi a chiedere l'elemosina
19. Come non voleva che i frati
fossero ansiosi nel provvedere al domani
20. Come rimproverò con
la parola e l'esempio i fra-telli che avevano imbandita ricca
mensa nel giorno di Natale
21. Come il cardinale di Ostia
pianse e rimase edifi-cato dalla povertà dei frati
22. Come alcuni cavalieri ebbero
il necessario elemo-sinando di porta in porta, secondo il
consiglio del beato Francesco
23. Come andò per elemosina
prima di sedersi alla mensa del cardinale
24. Del fratello che non pregava
né lavorava, però mangiava gagliardamente
25. Come uscì esultante
incontro a un povero, che passava con le elemosine lodando
Dio
26. Come gli fu rivelato dal
Signore che i frati do-vevano chiamarsi «minori»,
e dovevano annunziare la pace e la salvezza
PARTE SECONDA
Della carità, compassione e condiscendenza
verso il prossimo
27. Sua tenerezza
verso un fratello che moriva di fa-me, e come mangiò
con lui e ammonì i fratelli a usare discrezione nella
penitenza
28. Come condiscese a un frate
malato, mangiando uva con lui
29. Come spogliò sé
e il compagno per vestire una povera vecchia
30. Come stimava furto non dare
il mantello a chi ne aveva più bisogno
31. A che patto diede un mantello
nuovo a un povero
32. Come un povero, per un'elemosina
del beato Fran-cesco cessò dall'odiare e ingiuriare
il suo padrone .
33. Come mandò il suo
mantello a una povera donna che soffriva d'occhi come lui
34. Come diede una tonaca ai
frati, che gliela chie-devano per amore di Dio
35. Come volle dare di nascosto
a un povero una pezza di panno
36. Come disse a frate Egidio
di dare il mantello a un povero
37. Della penitenza che inflisse
a un fratello che ave-va giudicato male un povero
38. Come fece dare un Nuovo Testamento
a una don-na povera, madre di due frati
PARTE TERZA
Della perfetta umiltà e obbedienza
in lui e nei frati
39. Come si dimise
dal superiorato e nominò ministro generale frate Pietro
di Cattanio
40. Come rinunciò anche
ai suoi compagni, non volen-do avere un compagno speciale
41. Come rinunciò alla
guida dell'Ordine a causa dei cattivi superiori
42. Come umilmente procurava
della carne per i frati malati e li ammoniva ad essere umili
e pazienti
43. Dell'umile risposta data
dai beati Francesco e Domenico, quando furono entrambi interrogati
dal car-dinale se volevano che i loro frati fossero prelati
della Chiesa
44. Come volle, per fondarli
nell'umiltà, che i suoi frati servissero i lebbrosi
45. Come voleva si attribuisse
a Dio soltanto onore e gloria per tutte le buone parole e
opere sue
46. Come volle, fino alla morte,
avere come guardiano uno dei suoi compagni, e vivere subordinato
47. Del perfetto modo di obbedire
da lui insegnato
48. Come paragonava il perfetto
obbediente a un cadavere
49. Come è pericoloso
sia dare ordini in maniera precipitosa, sia non obbedire al
comando
50. Come rispose ai frati che
volevano persuaderlo a chiedere il privilegio per poter predicare
liberamente
51. Come si riconciliavano i
frati di quel tempo, quan-do uno avesse rattristato l'altro
52. Come Cristo si lamentò
con frate Leone, compagno di san Francesco, dell'ingratitudine
e dell'orgoglio dei frati
53. Come umilmente e sinceramente
rispose a un dottore dell'Ordine dei Predicatori, che lo interrogava
su un passo della Scrittura
54. Della umiltà e pace
che i frati devono avere con gli ecclesiastici
55. Come acquistò umilmente
la chiesa di Santa Ma-ria degli Angeli dall'abate di San Benedetto
in Assisi, e volle che i frati vi abitino sempre e vivano
in umiltà
56. Dell'umile riverenza che
mostrava verso le chiese, scopandole e ripulendole
57. Del contadino che lo trovò
mentre scopava una chiesa e come, convertitosi, entrò
nell'Ordine e fu un santo frate
58. Come punì se stesso,
mangiando nella scodella di un lebbroso perché gli
aveva fatto vergogna
59. Come mise in fuga i demoni
con parole di umiltà
60. Della visione contemplata
da frate Pacifico in cui udì che il trono di Lucifero
era riservato all'umile Francesco
61. Come si fece trascinare nudo,
con la corda al col-lo, davanti al popolo
62. Come voleva che fosse noto
a tutti quando il suo corpo riceveva dei trattamenti speciali
63. Come si accusò immediatamente
della vanità pro-vata nel fare un'elemosina
64. Come descrisse in se stesso
lo stato di perfetta umiltà
65. Come volle andare umilmente
in terre lontane, co-me vi aveva mandato altri frati, e come
insegnò loro ad andare per il mondo con umiltà
e devozione
66. Come insegnò ad alcuni
frati a conquistare le ani-me di certi briganti con l'amore
e l'umiltà
67. Come, fustigato dai demoni,
capì che era più gra-dito a Dio ch'egli abitasse
in luoghi poveri ed umili, anziché con i cardinali
68. Come rimproverò i
frati che volevano seguire la via della loro sapienza e scienza,
e predisse loro la rifor-ma dell'Ordine e il ritorno allo
stato primitivo
69. Come previde e predisse che
la scienza sarebbe stata occasione di rovina dell'Ordine,
e come proibì a uno dei compagni di darsi allo studio
della predicazione
70. Come quelli che entreranno
nell'Ordine nel tempo della tribolazione futura saranno benedetti,
e coloro che saranno sottoposti alla prova saranno migliori
di chi li ha preceduti
71. Come rispose a un compagno
che gli domandava perché non reprimesse gli abusi che
avvenivano nel-l'Ordine ai suoi tempi
71a. Frate Leone, compagno e
confessore di san Fran-cesco scrisse a frate Corrado da Offida
le parole che seguono, dicendo di averle raccolte dalla bocca
di Fran-cesco. Parole che lo stesso Corrado riferì
presso San Damiano, vicino alla città di Assisi
72. Come dalle preghiere e le
lacrime degli umili sem-plici fratelli sono convenite quelle
anime che sembra-no convenirsi per la scienza e predicazione
degli altri
73. Come voleva e insegnava che
prelati e predicatori devono esercitarsi nell'orazione e nelle
opere di umiltà
74. Come indicò ai frati,
umiliandosi, il modo di cono-scere quando egli era servo di
Dio e quando no
75. Come volle che tutti i frati
si dedicassero talora a lavori manuali
PARTE QUARTA
Zelo del Santo per l'osservanza della Regola
e per la perfezione dell'Ordine tutto
76. Come lodava
l'osservanza della Regola, e voleva che i frati la conoscessero
e ne parlassero, e morissero tenendola in mano
77.